Ecuador "Su cambio por el cambio"

Località
: Quito

Responsabile: Padre Sereno Cozza

Assistiti: Minori di strada da 8 a 18 anni

Inizio aiuti: 2003

Il progetto di Padre sereno si propone di la prevenzione e il recupero dei ragazzi di strada per mezzo di scuole sportivo-educative a Quito, Santo Domingo de los Tsachilas e a Tena.
Sono scuole particolari dove i ragazzi al mattino apprendono la necessità e il rispetto delle regole attraverso le attività sportive e nel pomeriggio frequentano corsi di istruzione e formazione professionale.
Nell'ottobre del 2008 abbiamo visitato i centri di P. Sereno costatando l'efficacia della sua metodologia.

Quota annua di sostegno: € 200

Indirizzo: Padre Sereno Cozza
Calle Quisquis 372 y Canaris
QUITO – ECUADOR
e-mail: sercoz@yahoo.com
http://www.porelcambio.org

INTERVISTA A PADRE SERENO COZZA


1. Da dove nasce l'idea del progetto "su cambio por el cambio" Fundeporte, Quito

Padre Sereno CozzaFin da piccolo avevo coltivato una vera e profonda passione per gli sport; ne praticavo di tutti i tipi. L'organizzazione scolastica tradizionale era stretta, proprio per la posizione marginale che dava, e dà tuttora, all'educazione fisica, sovente rimpiazzata da attività di recupero. Da allora mi sono ripromesso di creare una scuola in cui l'attività sportiva avesse un ruolo centrale, senza che si trascurassero però aspetti più canonici dell'educazione. Una scuola dove i ragazzi potessero apprendere i valori più importanti dell'esistenza attraverso il gioco, lo sport, l'agonismo…dove si potesse trasmettere un "modus vivendi" da trasferire poi nella realtà quotidiana, apprendendo attraverso l'esperienza concreta ciò che nei libri sembra così lontano! Quanto fino ad allora soltanto immaginato, comincia a prendere realmente forma nel 1995, quando son entrato in contatto con Don Rodrigo Paz persona di rilievo nel paese, disposto a darmi a disposizione un ampio appezzamento di terreno nel distretto sud di Quito, Ecuador da utilizzare per il recupero di ragazzi di strada. Il 31 gennaio del 1995 i 33 ettari di terra a Fundeporte sono ormai pronti ad ospitare giovani a "rischio" dei vari distretti di Quito e delle province intorno.

2. Quali sono gli obbiettivi del progetto?
L'obiettivo generale del progetto è quello di promuovere uno sviluppo fisico e psicologico di bambini di età compresa tra gli 8 e i 18 anni, che vivono in condizioni altamente a rischio. Si punta p

rincipalmente sull'educazione allo sport e al lavoro collettivo, al fine di migliorare la loro qualità della vita e sviluppare un buon livello di autostima.

3. In dieci anni come è cresciuta la fondazione?
Il progetto parte come scuola di calcio, ma presto si introducono altri sport.

Come nei miei sogni, lo sport è il protagonista dell'attività educativa. Ricordo ancora con nitidezza la mattina in cui ha aperto per la prima volta le porte del centro, e insieme a 4 allenatori di calcio, 2 cuoche e 40 palloni ho atteso che arrivassero i primi bambini. Gli inizi non sono stati certo facili; bisognava superare l'opposizione delle famiglie e la diffidenza dei ragazzi. Per questo era la fondazione ad andare dai giovani; giravamo la città con un pulmino per recuperare i bambini e portarli a scuola, affinché piano piano fossero date loro nuove prospettive. I primi frequentatori del centro erano appena 40 ragazzi; oggi ce ne sono 450, e le domande di ammissione sono molte di più.

4. Cosa in questi anni di lavoro le ha dato più gioia?
Sicuramente il recupero di molti ragazzi che hanno trovato nello sport e nella scuola la possibilità di ritrovare il sorriso della vita. Siamo riusciti a dare maturità , uno stimolo nello studio, nella vita personale e sociale a circa il 70 % dei ragazzi che abbiamo ospitato in tutti questi anni.

5. Da dove provengono i vostri finanziamenti?
La fondazione ha costi altissimi, fortunatamente la quasi totalità dei finanziamenti arrivano direttamente dalla Fondazione "su cambio por el cambio", alle cui spalle vi sono il Supermaxi e il Produbanco. La restante parte viene coperta da adozioni a distanza e vari amici italiani. Ovviamente cerchiamo aiuti da ogni direzione, sia nazionali che internazionali.

6. Un sogno e una proposta per il futuro?
Il mio sogno sarebbe quello di riuscire a sviluppare altri due progetti similari nel paese, nello specifico, a Esmeralda e Santo Domingo.